Mi intriga, vista l’interessante osservazione dell’amico Filippo di Cefalù riguardo il post precedente (la copertina del primo capitolo di “Chiron”), l’idea di spendere qualche parola sull’argomento “caduceo” anche al di fuori dello spazio commenti, in modo da chiarire ufficialmente il senso di certe scelte. Trovo sia molto utile, per un autore, conversare della genesi del suo fumetto e di alcuni aspetti formali. Tutto acquista un senso compiuto e i successivi lavori se ne gioveranno senz’altro. Sono tanti i dettagli che guardando una pubblicazione possono apparirci discutibili. Specialmente se si ricorre a elementi che hanno una propria storia e visibilità radicate nell’immaginario collettivo. Un esempio potrebbero essere le copertine della serie “Avatar” ispirate ai Tarocchi, per le quali il buon Sergio Algozzino scelse una lettura molto libera rispetto alle classiche icone esoteriche rappresentate nelle singole carte. Cosa che scontentò qualche appassionato conoscitore degli arcani maggiori. Oggi, è la mia scelta di ricorrere a simboli medici di origine mitologica a suscitare alcune perplessità. Per questo intendo parlarne diffusamente e spiegare le ragioni che mi hanno indotto a determinate soluzioni grafiche.
Abbiamo detto che la serie “Chiron” ha come protagonisti un particolare tipo di medici. Professionisti specializzati nel curare supereroi e tutti coloro che lamentano patologie legate in qualche modo ad attività superumane. L’immagine pensata per la cover del numero uno, sintetizza due punti di vista presenti nel racconto: l’occhio pubblico, quello dei media, che si destreggia tra informazione e sensazionalismo, e quello degli stessi scienziati, ambiguo e – solo in apparenza – distaccato. A far da collante a questi due concetti cardine è la figura centrale: un uomo alato (quindi più che umano) in lotta con qualcosa che sembrano serpenti, ma che potrebbero anche essere due tentacoli, forse meccanici (il Male?). Nella trasfigurazione della figura, questi elementi insieme disegnano un caduceo: il bastone di Ermes, simbolo di due forze speculari e complementari.
L’amico Filippo, studente di medicina, mi fa notare che il simbolo dei medici, a voler essere precisi, non è il caduceo (simbolo delle scienze farmaceutiche e del commercio), ma bensì il bastone di Esculapio (o Asclepio che dir si voglia): la verga con un solo serpente attorcigliato. L’osservazione è pertinente, ma non sposta di una virgola le intenzioni allegoriche dell’immagine di copertina. Infatti, il simbolo in questione non compare mai all’interno del fumetto. Il marchio usato dai medici del centro d’igiene metaumana è un altro, scelto appositamente per la serie. La picca-croce che è tutt’uno con il logo di testata.La copertina di “Mali Estremi”, primo capitolo della saga del Chiron Center, nasce come tributo nostalgico (ovviamente con le debite proporzioni) alle cover firmate da Luigi Corteggi per le serie “Kriminal” e “Satanik” dell’editoriale Corno negli anni settanta, a loro volta vagamente imparentate con le splendide copertine di Urania del grande Karel Thole. Una galleria di illustrazioni psichedeliche che riassumevano in modo spesso simbolico e onirico il titolo dell’episodio contenuto nell’albo.
L’immagine di copertina di “Chiron: Mali Estremi” si propone, quindi, di sintetizzare due contenuti importanti. Il superuomo (l’essere alato) e le creature vermiformi (una minaccia con la quale l’eroe si sta misurando) che alludono al rapporto con le cure mediche. Infatti, il caduceo, oltre a essere simbolo della farmacia, è spesso confuso con il bastone di Esculapio,
e altre volte si stostituisce a esso (specialmente nei paesi anglofoni) come emblema delle scienze mediche in generale. E’ noto che molte strutture mediche (anche italiane) ricorrono al caduceo nelle loro insegne, nella carta intestata e altro. Insomma, forse per un maggiore impatto estetico, forse per un equivoco filologico, il caduceo si trova a essere messo comunque in relazione, nell’immaginario popolare, con la medicina (o in ogni caso, attraverso la farmacia, con il mondo della sanità). Tornando all’uso che ne fa la copertina di Chiron, il caduceo è anche un riferimento esoterico al confine faustiano tra scienza e magia, raziocinio e passione, che sono i temi portanti della serie. Inoltre, dal punto di vista della comunicazione, la scelta del caduceo è giustificata anche da una maggiore immediatezza, dato che il bastone di Esculapio è molto meno noto presso le masse. In qualche sede di strutture mediche o farmaceutiche, il caduceo è rappresentato anche come un bastone alato con un unico serpente intorno. Una palese sintesi dei due simboli, dunque, per un’idea generale che li somma nel sentire popolare.
L’uso allegorico di questo simbolo sulla copertina di Chiron non è quindi un errore né una forzatura, ma una scelta estetica ben ponderata. Anche le valenze esoteriche a esso legate si sposano bene con i contenuti del fumetto. Pensato inizialmente come una sorta di “E.R.” supereroistico, a mano a mano che la trama prendeva forma, Chiron è andato assomigliando di più a “Twin Peaks”. Una serie sui supereroi, ma dove questi sono osservati da un punto di vista ambiguo e spesso controverso. Dove i misteri si intrecciano (come serpenti) e delicate questioni morali s’infrangono contro un muro di domande.Un buon inizio, se pensiamo che il capitolo successivo s’intitolerà “La sindrome di Pandora”, scomodando un altro notissimo nome della mitologia greca.












