Questa simpatica serie di cartoni reperibili su Youtube, è sicuramente opera di qualcuno che possiede un gatto. Che conosce i gatti, ci convive e li ama (odiandoli, anche, nei momenti cruciali) e sa ben descrivere i comportamenti abituali di questi animaletti pelosi e viziati. Chiunque abbia un micio in casa si identificherà con l'essere umano (paziente e rassegnato) protagonista di questi video.
domenica, agosto 31, 2008
mercoledì, agosto 20, 2008
Sotto l'Occhio Vigile
Assistere a uno scippo, purtroppo, non è un’esperienza rara. Da nessuna parte. In nessuna città di Italia. Frequente, dunque, vederlo capitare per le strade del centro storico di Palermo, ai danni - indifferentemente - di abitanti e turisti. E non solo per le vie più nascoste e solitarie, ma anche sul corso più trafficato e luminoso.Niente di nuovo o sorprendente, quindi. La microcriminalità è una realtà pesante con la quale conviviamo ogni giorno. Dov’è la notizia, allora? Quale dettaglio rende un evento così ordinario degno di nota?
E’ presto detto. L’evento scippo è promosso a fatto emblematico quando questo avviene sotto gli occhi impotenti della ronda composta, secondo le recenti disposizioni dell’attuale governo, da due militari (bersaglieri) e un carabiniere. Non starò a ripetere quanto sviscerato altrove sull’opinabile uso dell’esercito in città per far fronte all’emergenza sicurezza. Mi limiterò a registrare che, ieri, 19 Agosto 2008, la ronda camminava sul marciapiede di fronte a quello in cui una donna di mezza età è stata raggiunta dal giovane che le ha strappato la collana sparendo subito dopo, come di consueto, nel dedalo dei vicoli. Carabiniere e militari hanno successivamente svolto le operazioni di routine. Vale a dire raccogliere la denuncia e tutta la burocrazia di rito. Niente di nuovo sotto il sole, né prima né dopo che il reato era stato compiuto. E anche qui, temo, non c’è stata nessuna sorpresa. Solo un po’ di passerella in più, oltretutto limitata alle strade meno a rischio. L'apparizione della pattuglia nel cuore del centro storico - e lo sanno anche le forze dell’ordine chiamate in causa - susciterebbe ostilità e irrisione. Non a caso è difficile incontrare una divisa nell’intrico delle stradine, dove i bambini di tre anni già sputano masticando la parola “sbirro”.
Quasi contemporaneamente allo scippo, una famiglia di evidenti origini arabe, padre, madre con lo shador sul volto e il loro bambino, incrociavano un’anziana coppia di siciliani. Il commento, bisbigliato (ma udibile) dal marito della coppia autoctona alla consorte è stato: “Questi sono pericolosi... Bisogna stare attenti”.
Ognuno riceve la protezione che cerca, che ritiene gli serva... forse che si merita. Abbiamo digerito l’ennesimo spot pubblicitario. Ora stiamo fruendo il prodotto. E ci sentiamo tutti molto, molto più sicuri.
giovedì, agosto 14, 2008
(Who) WANTED?!
Wanted.Cioè, “Ricercato”, “Voluto”.
Ok, ma da chi?
Visto, infine, "Wanted", il film di Timur Bekmambetov ispirato (?!) alla miniserie a fumetti di Mark Millar.
Un film abbastanza costernante nella sua inutilità, nelle sue premesse fuorvianti e nella sua definitiva inconsistenza. Talmente impalpabile da rendere arduo persino parlarne. Pare che l’industria dell’intrattenimento cinematografico, nel nuovo millennio, vada assomigliando sempre più alla logica del vecchio flipper. La pallina salta qua e là. A volte cade, a volte fa centro. Fa “bzzz” e le lucette sfarfallano. Oggi non è neppure necessario sforzarsi per mantenerla in gioco. Basta seguirla con gli occhi. E questo è tutto.
E’ nota la mia opinione sul “Wanted” fumettistico, opera celebrata e abbondantemente sopravvalutata sia in patria che nel nostro paese.
Sono convinto che poche cose risultino più infantili di un bambino che gonfia il petto per apparire grande. Una di queste è proprio “Wanted” di Mark Millar. Un’opera a fumetti che vorrebbe essere trasgressiva, che si presenta come un’occhiata al lato oscuro dell’universo dei supereroi, e invece si rivela come la fantasia masturbatoria di un adolescente con pulsioni sadomaso neanche troppo originali. Quel che nel fumetto è spacciato per moderno e disincantato è in realtà lo standard di un prodotto commerciale cucinato con la stessa logica dei dubbi hamburger di un qualsiasi McDonald’s. Gli ingredienti tanto amati dai lettori di Millar sono la volgarità (nei concetti più che nel linguaggio) e il cinismo d’accatto tipico del diciottenne che pensa di aver capito il mondo anche se non sa un cazzo di storia contemporanea.
Ma qui dovremmo parlare del film...
Già, del film.
Misteri dell’industria hollywoodiana: perché questa pellicola d’azione si intitola proprio “Wanted”?
E perché viene prese
ntata come tratta dal fumetto di Mark Millar?Vedere il film non fornisce risposta a nessuna di questa domande.
Il titolo era già fuorviante nel caso della miniserie (nessuno andava a caccia di criminali, dal momento che dominavano il mondo) e la scelta (presuntuosissima) dell’autore, pare fosse caduta su questa parola solo perché faceva assonanza con “Watchmen”. Il film racconta una storia totalmente diversa, e i punti di contatto con il fumetto sono talmente labili da non contare minimamente. La scelta del titolo, dunque, così come l’accostamento al lavoro di Millar, danno l’impressione di una spudorata mistificazione commerciale, volta a catturare fumettomani di bocca buona, e niente più.
Il film, così diverso dal fumetto, è di un’inconsistenza disarmante. Di base, ci viene presentata una setta di superassassini al servizio di un mistico marchingegno, il Telaio del Fato, che secondo complessi calcoli binari ispirati da metodologie arcane, fornisce i nomi dei bersagli da eliminare. Persone che secondo il mistico macchinario rappresenteranno in futuro un disturbo per gli equilibri del mondo, e vanno pertanto eliminate. Senza domande, senza esitazioni, senza troppi problemi.
E’ un’idea di partenza che avrebbe potuto essere elaborata dagli sceneggiatori de “Gli Occhi del Cuore”, la demenziale fiction cui lavora il cast di “Boris”, il telefilm prodotto da Fox che mette alla berlina gli orrori della moderna televisione italiana. Il Telaio è l’uovo di Colombo. Non occorre davvero altro. Basta che esca un nome, o che qualcuno dica che è uscito. E tanto è sufficiente per sparare, saltare, rincorrersi, salvarsi o morire per tutta la durata del film. Aggiungiamo il riciclaggio di un colpo di scena abusato e prevedibilissimo, alcune sequenze d’azione cugine di “Matrix” (film che ha imposto uno standard estetico che non vuole propr
io saperne di essere superato) e il minestrone è fatto.“Wanted” si fa guardare, ma ti lascia con un senso di vuoto totale. James McAvoy è bravo, ma preferiamo ricordarlo come protagonista di “Shameless”, serie britannica che forse non vedremo mai sulla tv in chiaro. Angelina Jolie in questo film corre con il motore al minimo. Praticamente non si prende neanche il disturbo di recitare. Salta, spara, sculetta, ammicca, ma soprattutto si mostra e porta a casa la pagnotta come se avesse posato per un servizio di Playboy. Morgan Freeman passa le battute, e Terence Stamp mostra appena la faccia lasciando una tristissima sensazione di spreco. E sia ben chiaro che la colpa non è degli interpreti.
“Wanted” non è nemmeno un film brutto. Non più di altri. Forse non è neanche un film. Ma potrebbe candidarsi a diventare l’icona dell’attuale trend del cinema d’azione. Impostura, nomi noti, sceneggiatura zombi, riciclaggio di scene e situazioni. Insomma, uno spreco immenso di denaro e di tempo.
Se proprio si desidera spegnere il cervello e vedere una pellicola d’azione senza nessuna pretesa, fatta di acrobazie, violenza fumettistica e avventura elementare, consiglio a questo punto “Shoot'Em Up”. Film ben più divertente di “Wanted” ma snobbatissimo da critica e pubblico. Forse solo perché colpevole di non pretendere di essere tratto da un fumetto di Mark – Profeta dei Bulli – Millar.
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