venerdì, maggio 29, 2009

E' uscito Chiron 2


E' con piacere che posso finalmente annunciare l'uscita del secondo numero di Chiron, intitolato "La sindrome di Pandora". Dopo tanto lavoro e attesa, la seconda fase di questo esperimento fumettistico underground è iniziata. Chi ha letto il primo numero ritroverà i personaggi che ha già imparato a conoscere e ne incontrerà di nuovi. Alcuni misteri entreranno nel vivo, alcuni inizieranno a dipanarsi e altri ancora se ne presenteranno, sempre a cavallo tra una conduzione grottesca e il tono avventuroso del genere supereroistico. Come sempre la "stazione" di partenza per Chiron rimane la fumetteria AltroQuando, in via Vittorio Emanuele 143 a Palermo.
Grazie a quanti seguono Chiron e un caloroso benvenuto a chi si accosterà alla lettura della serie per la prima volta.


CHIRON può essere richiesto a Delos Store, o essere acquistato presso la fumetteria AltroQuando, in via Vittorio Emanuele 143 a Palermo.

mercoledì, maggio 27, 2009

Segreteria pre elettorale - istituto psichiatrico

Questo scherzetto è vecchiotto. Ma anche il problema politico del nostro paese, ormai, lo è. Sono invecchiati insieme, drammaticamente. Riscopriamolo come un piccolo classico della satira, e cerchiamo di tenere duro, mentre l'opposizione evapora inesorabilmente come un ghiacciolo al sole d'Agosto. E consoliamoci come possiamo, in attesa (?!) di tempi migliori.

lunedì, maggio 25, 2009

Prima Tamarrata

Domenica di Maggio: Villa Garibaldi a Palermo. La tradizione è inossidabile. Mentre la primavera diventa estate, in chiesa si accendono i ceri e inizia la kermesse delle prime comunioni. La carovana dei piccoli palermitani accolti trionfalmente in seno alla comunità cattolica andrà avanti per tutto il mese. Piccole spose e piccoli manager, accompagnati da clan familiari tirati a lucido, spalancano le minuscole bocche per ricevere il corpo di Cristo, incalzati da ciurme di fotografi sudati. Per loro è un grande giorno. Almeno si direbbe così, a osservarli da lontano. Ma il momento più importante, una volta spenti gli incensi, è quello della villa. O della passeggiata a mare, poco più avanti, al Foro Italico. Set d’elezione per i book fotografici che dovranno fare invidia ai cuginetti e passerella irrinunciabile per genitori plastificati. Dopo il catechismo, la confessione, l’eucaristia, giunge infine l’ora. La consacrazione, quella vera, può finalmente incominciare. E allora venghino, signore e signori. Suoni l’orchestra e si accendano la luci. Perché questo è il più grande spettacolo del mondo. Domenica di Maggio: si apre il sipario e va in scena la volgarità. Non è chiara la relazione tra la natura spirituale della cerimonia e i mille feticci profani che le lunghe sessioni fotografiche celebrano di settimana in settimana. Non c’è più traccia della tunica apostolica che veniva fatta indossare ai piccoli comunicandi. Oggi si mira al “cool”, con veri e propri abiti nuziali in miniatura, forniti di velo e merletti. Il simbolo dell’innocenza infantile che incontrava il Cristo si è evoluto nell’abito di una piccola sposa, offerta in soave odore sull’altare dell’opulenza che il mondo potrebbe offrirle già dall’indomani. I piccoli corpi acerbi, sotto la guida di fotografi professionisti, si snodano in mezzo alle trine. Le bimbe si avvinghiano al fusto dei fanali come sinuose dive del cinema muto. Sorrisi sbarazzini, sederino in fuori, sguardo alla Lolita. E giù con un diluvio di compiaciutissimi scatti. Perché di questa importante giornata, in cui la famiglia ha investito tanto, niente dovrà essere dimenticato. Non sono di meno i maschietti, infilati in calzoni traslucidi dal colore indefinibile, vestiti con larghe giacche alla moda. Li fotografano con le mani in tasca, gli occhiali da sole sul viso e un sorrisetto sprezzante. Poi sull’erba dell’aiuola, a gambe divaricate, da vero, futuro tronista alla corte di Maria De Filippi. E dunque in piedi, di profilo, con aria da duro, la giacca lasciata penzolare dal braccio proteso, come nemmeno in certe pubblicità dei dopobarba. Certi uomini, ormai si sa, non devono chiedere MAI. E quel marmocchio incipriato diventerà uno di quegli uomini, sia chiaro sin da subito. Le foto sono fatte per attestarlo.
Sembra la prova generale per i book fotografici di un futuro programma tv. Un reality dedicato alle prime comunioni nel Sud, perché no. Tutti vorremmo sapere cosa pensano i piccoli comunicandi, che cosa sognano per loro le ferventi, cattolicissime famiglie.
«E toglile quel nastro dalla gonna! Non siamo più in chiesa, cavolo. Le sta una cacata!»
«Ridi meglio! Meglio! Di più! Fai vedere i dentini.»
«La manina al fianco... Piegati in avanti. Così!»
«Adesso corri. Solleva un po’ la gonna e corri. Corri!»
E’ uno spettacolo sconvolgente ai limiti dell’eros pedofilo, vedere queste bimbette biancovestite indotte da fotografi e familiari ad assumere pose innaturali. Da serpente. A mostrare forme che ancora non ci sono, e a sostituire l’ispirazione cristiana con forzati palpiti di acerba seduzione. Sembra quasi di vederli, maschietti e femminucce. Sdoganati da questo debutto in società che li vuole tamarri, arroganti, consapevoli sostenitori della dittatura delle apparenze. I piccoli bulli in tiro, pronti a marciare su tutto per conquistare il loro posto al sole in una vita sontuosamente omologata. Le piccole sacerdotesse dell’immagine, al primo capitolo di quello che potrebbe essere l’inizio di una vita davanti all’obbiettivo, in attesa che il “papi” di turno le noti e regali loro quell’istante di popolarità che illuminerà la loro esistenza. I genitori si difendono bene. Il babbo si scambia gli occhiali a specchio col figlioletto. Il fotografo li immortala entrambi. Si deve conservare memoria da quale stampino sia uscito cotanto pargolo. La madre, una giovane donna corvina dai capelli palesemente tinti, cammina a stento. Rischia di farsi male cadendo da quei tacchi così aguzzi. Non sembra preoccuparsene il simpatico fotografo, che la invita a esprimere il suo umore festoso volteggiando lungo il viale. E allora: «Giri, signora! Giri!» E la signora, rassegnata e sorridente... “gira”. Gira visibilmente preoccupata per i tacchi vertiginosi, forse anche per l’abito stretto. Non può certo negarsi all’obbiettivo, né rifiutarsi di volteggiare. Per che altro, se no, avrebbe acquistato quello strascico nero pece che quasi tocca terra? Perché scomodarsi a scegliere un corpetto trapunto di lustrini variopinti, uno di quelli che oggi è difficile scorgere anche nei peggiori avanspettacoli? E allora gira, gira, gira... Qualcuno guarderà. Qualcuno ricorderà... O almeno dovrebbero.
Di Domenica di Maggio non sono le prime comunioni a essere festeggiate nelle ville di Palermo. Ma il debutto sul palcoscenico della vita dei piccoli soldati del consumismo e dell’Italia Berlusconiana. Quella che ti insegna che conterai qualcosa solo se saprai mostrarti, se diventerai una velina o se entrerai nella casa del Grande Fratello. La Casa del Padre, ammesso che a lui importi qualcosa, ha già esaurito la sua funzione di set fotografico. Il vero palcoscenico ha aperto le porte. Chiaro, bambini? E lì non regnano la pace, la carità e l’uguaglianza...
Ma questo ve l’hanno già insegnato benissimo.

lunedì, maggio 18, 2009

Irredeemable: a piccoli passi verso l'oscurità

 
«Sai chi sono io? Sono un supereroe.»
Meglio. Lui è IL supereroe. Il primo. Il più forte. Il personaggio che più di tutti rappresenta l’icona degli eroi dai poteri straordinari al servizio della giustizia.
Il Plutoniano, come impareremo a chiamarlo stavolta, è Superman. Lo è quanto Apollo di “Authority”, Hyperion di “Supreme Power”, quanto Supreme e MiracleMan. La controfigura di un eroe classico, sempre uguale a se stesso pur attraverso infinite declinazioni.
O almeno, questo è quello che era.

Irredeemable”, la nuova serie firmata da Mark Waid per la Boom! Studios, inizia in un modo che fa gelare il sangue. E lo fa giustificando subito il suo titolo. Per l’appunto: Irredimibile. Altre volte, in passato, avevamo visto il buon Superman cadere sotto il controllo di un avversario, o sbroccare a causa della kriptonite e commettere marachelle che sarebbe in seguito riuscito a riparare. Stavolta non sarà così. Per i crimini del Plutoniano, quali che siano le sue motivazioni, non potrà esserci perdono. Forse l’eroe è impazzito. O il suo animo è stato corrotto da anni di frustrazione. Non c’è dato ancora sapere perché. Ma questo essere potentissimo, un tempo eroico e affabile, è diventato un mostro assetato di sangue, e sta distruggendo uno dopo l’altro i suoi alleati di un tempo. Non puoi nasconderti. Lui sente il battito del tuo cuore, il tuo respiro, il tuo odore, ovunque ti trovi, lui sa dove sei. Superman, adesso, è malvagio. E questo è l’inizio di un incubo.
Lo scorso “Free Comic Book Day” del 16 Maggio, l’ormai consueta giornata del fumetto gratuito, è stata l’occasione per un primo lancio delle nuove proposte della casa editrice ItalyComics, che a Giugno 2009 presenterà per la prima volta in Italia le serie della Boom! Studios, casa editrice indipendente che si sta segnalando per una serie di proposte molto interessanti. Il primo numero di “Irreddemable”, reperibile gratuitamente in tutte le fumetterie che hanno aderito all’iniziativa, è stato subito un grosso successo. E c’è da aspettarsi che i futuri capitoli (che ItalyComics pubblicherà quasi in contemporanea con le uscite statunitensi) andranno anch’essi a ruba.
Mark Waid, autore il cui nome è legato a molte storie supereroistiche oggi di culto, torna ad affrontare il tema della corruzione dell’eroe che era stato alla base della sua saga più famosa: “Kingdome Come”. E lo fa secondo l’ormai collaudata tecnica della decostruzione. Estraendo, cioè, dettagli dall’ormai classico canovaccio narrativo e immaginando sviluppi improponibili, per ragioni commerciali, sulle serie classiche. A onor del vero, l’idea del supereroe buono e assennato che cede al lato oscuro, non è proprio nuovissima. La saga di Fenice Nera degli X-Men ne è un esempio storico, per quanto condizionata dalle imposizioni del “comics code” e dal suo inserimento in una serie mainstream. Ma Mark Waid, dopo “Empire” e una lunga gestione della serie regolare di “Flash”, mostra di sapere ancora una volta il fatto suo. E cioè che nella narrazione non conta tanto la nuda trama, quanto la forma e il ritmo che plasmano il racconto. Il lettore è messo sin dalla prima pagina davanti agli occhi ardenti del superuomo inferocito. Si assiste agli effetti della sua furia, e all’impotenza degli eroi superstiti. Ma soprattutto ci si domanda: perché? Infatti, il vero punto di forza di “Irredeemable” è il quesito che ne scandisce gli eventi tragici. Domanda che anche i terrorizzati supereroi di questo nuovo cosmo fittizio si pongono fuggendo come formiche all’avanzata del loro predatore. Mark Waid promette di rispondere un poco per volta. Con una narrazione che procede su due diversi piani temporali, alternando la minaccia del Plutoniano infuriato con la descrizione delle sue esperienze trascorse, dei suoi rapporti affettivi, della sua solitudine. E come citava il giovane Lex Luthor in una delle primissime stagioni di “Smallville”: Nella vita, la strada che porta all'oscurità è un viaggio, non un lampo.
Seguiremo, pertanto, l’eroe lungo tutte le fasi del suo inesorabile incattivimento, scoprendo quali delusioni e traumi lo hanno trasformato nel mostro inarrestabile che oggi abbiamo di fronte. Il Plutoniano del passato è molto diverso anche nel look. I cortissimi capelli da nazi erano un tempo una gioviale zazzera bionda. La tuta bianca e rossa ha lasciato posto a colori cupi e a un incedere sinistro. I disegni di Peter Krause (“Power of Shazam”) hanno uno stile piacevolmente classico e riescono ad alternare una luminosa atmosfera da “silver age” nei numerosi flash back a un tratto più oscuro e nervoso quando si tratta di mostrare il presente dell’angelo ormai mutato in demone.
Come antipasto, il primo – gratuito – numero di “Irredeemable” funziona alla grande. Il mistero e l’azione sono dosati in modo efficace. Peccato per il formato da comic book americano, che presenta ai lettori italiani una razione di pietanza forse troppo parca per le loro abitudini. Ma il gusto della lettura è sapido. Lascia un pizzicore sulla lingua e stuzzica l’attesa della portata successiva. La provocazione di Mark Waid centra il bersaglio, e non ci resta che aspettare e vedere se il prossimo lancio sarà all’altezza del primo. ItalyComics proporrà la serie con cadenza mensile a partire dal prossimo Giugno, con albetti spillati di 24 pagine al costo di 3 euro. In alternativa, “Irredeemable” sarà pubblicato anche sulla rivista antologica “Boom! Magazine”, accanto alle ulteriori nuove serie degli studi Boom!, come “Caped”, “Hero Squared” e “Planetary Brigade”, tutte serie supereroistiche nel solco dell’ironia e della trasgressione.

IRREDEEMABLE, di Mark Waid e Peter Krause
Edizioni ItalyComics, € 3,00





Questa recensione è stata pubblicata anche su  Fantasymagazine.
 

venerdì, maggio 15, 2009

Ricordiamo: Georgy Girl

Youtube è una sorta di miniera dei ricordi. A volte questi sbucano fuori all'improvviso, trainati da rimembranze secondarie che li rimorchiano a forza alla ribalta della memoria principale.
Certi film, ancora in bianco e nero, privi di effetti speciali, e spesso dotati di un cuore e uno spessore artistico oggi in larga parte trascurato se non del tutto perduto, in televisione non passano più. Considerati un prodotto giurassico, che impallidirebbe davanti all'attuale estetica videoclippara, restano relegati a orari da vampiri. Quando è loro permesso di uscire dalla tomba, ovvio. Casualmente, quindi, cercando informazioni su un motivetto che avevo ascoltato da bambino (prima come commento musicale per un carosello del sapone Camay, poi nella sua vera forma di colonna sonora) mi ha condotto a riscoprire non solo questo film, ma a stupirmi della presenza di una grande attrice che mi avrebbe sedotto da adulto.

"Georgy Girl" (in Italia "Georgy, svegliati!") è un film inglese del 1966 che racconta le disavventure tragicomiche di una ragazza sovrappeso ma ricca di risorse e di umanità. Una sorta di antesignana di Ugly Betty, per certi versi. Ma molto british, senza il luccicante mondo della moda alle spalle e senza aspetti fiabeschi. Una commedia garbata in perfetto stile anglosassone, interpretata alla grande da un cast di tutto rispetto che vede anche James Mason (candidato all'Oscar insieme alla protagonista femminile), Charlotte Rampling (raramente così stronza) e perfino un giovane Alan Bates. La canzone, con lo stesso titolo del film, composta e interpretata da The Seekers, fu a sua volta candidata alla statuetta come miglior commento musicale originale. Non vinse, ma rimase nell'orecchio di tante generazioni di spettatori (e di clienti del Camay in seguito).
Ho volutamente glissato sull'identità dell'attrice protagonista perché per il sottoscritto è stata una vera rivelazione. Avevo visto il film da bambino, e non avevo idea che la "cicciona" di nome Georgy fosse nientemeno che Lynn Redgrave, sorella maggiore della più nota Vanessa. Un'attrice di teatro e di cinema particolarmente duttile e trasformista, che negli anni successivi pur apparendo poco sul grande schermo si è sempre fatta notare.
Oggi, grazie a Youtube scopro che la goffa, buffa e tenera Georgy era una giovane e paffuta Lynn.
E la trovo bellissima.

venerdì, maggio 08, 2009

Chiron su Facebook

Mentre il secondo numero di "Chiron" (La sindrome di Pandora) è in tipografia, e il sottoscritto aspetta di poter vedere e firmare le bozze di stampa, l'ospedale per supereroi più pazzo del mondo è approdato su Facebook, con una pagina dedicata a tutto ciò che lo riguarda. Un ringraziamento sentito a quanti ne sono già diventati "fan" secondo l'abituale meccanismo proposto dal social network. Un modo semplice per sostenere questo fumetto indipendente che prende forza soprattutto dalla simpatia e dalla passione di chi lo apprezza e divulga.
Un benvenuto, dunque, a chi ha già sottoscritto la pagina, e un invito caloroso agli utenti Facebook che ancora non l'hanno visitata.

venerdì, maggio 01, 2009

Roland Topor

Roland Topor (1938-1997) è stato uno scrittore e pittore francese di origine polacca, dalla personalità notevole e multiforme. In Italia (come per molti altri grandi) non se ne conserva un grande ricordo, ma la sua arte ha germinato in più campi lasciando segni indelebili e suggestivi. Topor è l'autore del romanzo "Le locataire chimérique ", da cui è tratto il film di Roman Polanski "L'inquilino del terzo piano". Cruciale anche la sua collaborazione al film di René Laloux "Il Pianeta Selvaggio", di cui ha firmato la sceneggiatura (insieme al regista) e le scenografie.
Tra i fondatori del movimento "Panico", con Fernando Arrabal e Alejandro Jodorowsky, Topor è stato un surrealista totale e appassionato, capace di fondere espressioni artistiche differenti in un unico affascinante flusso. Ha giocato a fare l'attore in qualche breve cameo, interpretando Renfield nel "Nosferatu" di Werner Herzog e partecipando anche a "Ratataplan" di Maurizio Nichetti. Questo breve documentario (in lingua francese) scovato per caso su Youtube, ne illustra in modo seducente le doti di pittore.