lunedì, aprile 12, 2010

Valter Buio... facci luce!

A volte la porta tra questo e l'altro mondo stenta a chiudersi. Capita quando un individuo giunge al trapasso lasciando dietro di sé qualcosa di irrisolto. Conflitti o questioni pratiche, a volte, ma spesso anche uno stato emotivo che gli impedisce di accettare la morte. Il risultato sono i fantasmi, o inconsci, come qualcuno ama chiamarli. Spiriti senza pace che vagano ossessivamente alla ricerca di qualcosa che non sono in grado di identificare da soli. Ad aiutarli non sarà un medium, ma un vero psicanalista per trapassati. Il misterioso strizzacervelli per defunti chiamato Valter Buio...

Roma, la città eterna, magica e senza tempo. Roma e i fantasmi, dove il mistero si annida all'ombra di ruderi maestosi e l'esoterismo trova casa lungo vicoli pregni di storia. Valter Buio avrebbe, sulla carta, tutti i numeri per rammentare i tempi eroici del Segno del Comando, il celebre sceneggiato televisivo diretto da Daniele D'Anza nel 1971 che incantò il pubblico italiano raccontando di tenebrose presenze in antichi edifici patrizi e tra i viottoli della capitale. Purtroppo, almeno in questo primo numero, Valter Buio manca il bersaglio. E non di poco. Alessandro Bilotta è uno degli autori più in gamba che abbiamo in Italia. Alla sua penna si devono interessanti esperimenti e valide escursioni nel classico. Da ricordare sono senz'altro Giulio Maraviglia e La Dottrina (in coppia con Carmine Di Giandomenico), ma anche alcuni episodi di Dylan Dog che hanno contribuito a forgiare la sua personalità di sceneggiatore presso la premiata ditta Bonelli. Ed è forse alla ricetta Bonelli, più che a una caduta di tono di Bilotta, che la miniserie Valter Buio (otto volumetti che saranno pubblicati dalla Star Comics) deve  il suo debole esordio. L'ultimo decennio ha lanciato sul mercato le miniserie italiane targate Star Comics. Prodotti dalla qualità altalenante e dalla durata limitata (come molti titoli recenti pubblicati dallo stesso Bonelli), molto vicini come stile e confezione alla griglia formale cui lo storico editore di Tex e Zagor ha abituato i suoi lettori.
I titoli Bonelli sono caratterizzati, in linea di massima, da un format molto definito che vorrebbe indirizzarsi a un target trasversale  secondo un criterio per certi versi affine a quello dei film per famiglie. Un vocabolario ridotto, in cui le parole più articolate sono accuratamente rimosse (a meno che il racconto non le richieda come ricamo  e rimandi a un citazione colta con tanto di didascalia). Frequente uso di frasi fatte, dialoghi che echeggiano dichiaratamente serial televisivi o momenti topici cinematografici. Personaggi ombra di figure attinte da altri media, e in definitiva... un linguaggio a volte fin troppo prevedibile. Questo tentativo di popolarizzazione, volto a conquistare lettori tanto tra gli studenti in età scolare che tra gli impiegati delle poste, negli anni ha discretamente pagato, e il successo della casa editrice milanese lo dimostra. Tuttavia, la ricetta del dottor Bonelli sta alla lunga producendo un format editoriale indigesto, che tende a sfilacciare sempre più racconto e caratterizzazioni in un codice di segni fin troppo elementari e derivativi. Tra le più recenti miniserie della Star Comics sfornate a somiglianza del modello bonelliano, Valter Buio sembra, a nostro parere, soffrire di questa tara genetica, ed è possibile che Alessandro Bilotta, autore altrove pregevole e innovativo, non si senta troppo a suo agio nel fa vivere un personaggio che già graficamente ricorda  troppo un Dylan Dog che ha litigato col suo barbiere.

A tagliare i garretti a questo primo episodio, non sono tanto gli espliciti riferimenti alla serie TV  Ghost Whisperer e alla sua mitologia spiritica. Il “passare oltre”, il “vedere la gente morta”, sono carte già rimescolate più volte da narrativa, cinema e fumetto. Una materia bruta che attende di essere plasmata dalla fantasia dell'artigiano di turno in forme che possano ancora dimostrarsi interessanti. Quel che veramente
delude nell’episodio intitolato I Morti è la prevedibilità di ogni snodo narrativo e la debolezza di dialoghi già letti (o ascoltati) troppe volte per poterne apprezzare la semplicità formale. La vicenda del paziente numero uno è talmente stereotipata da rasentare l'imbarazzo, e così i personaggi chiamati a rappresentarla sulla scena. Non aiuta neppure la caratterizzazione del protagonista, tra l'ironico e il dannato, ma sempre troppo leggera per colpire. Né il suo ancora appena accennato background, fatto di relazioni e vezzi che spingono il lettore ad attendere un colpo di scena che alla fine del racconto non arriva (ma che potrebbe sempre carburare nei prossimi episodi). La professione da psicanalista degli spettri, inoltre, risulta troppo vaga per potersi nettamente separare dalla qualifica di medium. Titolo, invece, attribuito senza problemi alla spalla del protagonista, il Conte Balestra, nobile decaduto esperto di esoterismo che organizza nella sua dimora romana  sedute spiritiche complete di tavoletta Ouija. Lo spunto di base, divertente in teoria, non emerge da questo primo capitolo in modo soddisfacente, e si ha la sensazione che il Conte e gli altri comprimari rubino troppo facilmente la scena a quello che dovrebbe essere il primo attore. Alla fine, l'inserimento della sottotrama principale e la sortita di quello che si suppone sarà il villain della serie, risultano compromessi dal ritmo incerto, come una correzione acquosa che allunga eccessivamente la bevanda alcolica, privandola della personalità forte che avrebbe potuto avere. Un peccato, ma le maglie della griglia scelta sembrano essere tiranne.

Sergio Gerasi (Lazarus Ledd, Nemrod) mette il suo stile, pulito e agile, al servizio della storia cavandosela con mestiere. In definitiva, Valter Buio si presenta come un tipico fumetto seriale italiano, discretamente confezionato secondo i binari artigianali di casa nostra, ma incapace (almeno sulle pagine di questa prima storia) di lasciare un’impronta personale. Non resta che attendere il seguito, e scoprire se gli elementi deboli, al pari degli inconsci spaesati che si rivolgono al dottor Buio, sapranno irrobustirsi con un adeguato training e passare oltre.

Questa recensione è stata pubblicata anche su Fantasymagazine.


1 commento:

fumettidicartarchivio ha detto...

Recensione, come sempre, molto, molto interessante! In questo caso, per me, ancora di più perché di segno opposto a quella, molto più modesta, che ho scritto io per fumettidicarta :-)
Baci esoterici
Orlando