lunedì, marzo 29, 2010

C'è un futuro per Chiron?

Si dice che i sogni finiscano al mattino. Solo che il mattino non arriva per tutti alla stessa ora. Così come la fine dei sogni, o perlomeno una parte di essi. Insomma, nessuno ti avverte di quando ti troverai con le spalle al muro, con un sospiro nel petto e una gran voglia di dire... basta così.
Gestire un blog è un'attività ambigua e spesso mutevole. A volte si parte con l'intenzione di usarlo come un vero e proprio diario personale. Di frequente, lo si trasforma in vetrina per le proprie passioni o ambizioni. Insomma, uno strumento promozionale per quanto si produce, o si vorrebbe produrre. Negli ultimi due anni ho lasciato molto spazio alle recensioni, prevalentemente fumettistiche e cinematografiche, e al riverbero della mia attività su Fantasy Magazine e FumettidiCarta. Ma ho dato soprattutto spazio al progetto Chiron, e a tutte le piccole iniziative a esso collegate. Fumetto autoprodotto, sogni da quarantenne con sindrome di Peter Pan, e tante, forse troppe parole. Di Chiron sono stati prodotti (anzi, autoprodotti) due numeri, entrambi presenti alle ultime due fiere di Lucca. L'idea dell'ospedale per superumani che fondesse i ritmi del medical drama televisivo con le vicende surreali di un mondo supereroistico m'era sembrata avvincente, spingendomi a occuparmene in modo costante tra il 2008 e il 2010 sia come sceneggiatore che disegnatore. Quest'ultimo, in modo parecchio naif. Ma nell'underground sono soprattutto l'entusiasmo e le idee a contare. O così pensa qualcuno.
E' strano, quindi, tornare a usare questo spazio in termini di diario personale. Spazio per fermarsi e chiedersi quanto senso abbiano avuto gli ultimi due anni di lavoro. Preziosi, sicuramente. Preziosi per fare infine i conti con la propria vita, la propria età, e chiarirsi una volta per tutte che certi obiettivi è meglio che restino nella sfera dell'intrattenimento. E' facile ricordare la celebre favola della volpe e dell'uva. Quest'ultima è acerba se non riusciamo a raggiungerla. Ma è pur vero che continuare a saltare a vuoto, per anni, ti rende soltanto vecchio e acciaccato. Nel frattempo l'uva, non solo matura, ma marcisce. Come i tanti altri frutti saporiti che hai trascurato, là, con il muso all'aria, contemplando quella stupida uva.
E' il caso, alla fine della fiera, di cercare gioia di vivere altrove, e mettere la parola fine ad avventure che rischiano di trasformarsi in mere ossessioni. Vissuto all'ombra di un genitore che ha trascorso la maggior parte della vita a ricordare successi di gioventù senza più andare da nessuna parte, non voglio oggi seguire la medesima strada. Il Chiron Center chiude già i battenti? Non lo so, ma a questo punto mi sembra difficile il contrario.
Il punto della questione è il seguente. Nell'ambito del fumetto seriale, forse di tutto ciò che è creativo, non si può perder tempo. Un'idea, se valida, va registrata, venduta, utilizzata. Altrimenti maturerà, invecchierà, e sarà colta da una volpe più agile ed esperta. E' notizia di questi giorni, in casa DC Comics, che lo scrittore J.M. Straczynsky firmera la serie Samaritan X. Una saga che avrà per protagonista uno staff medico composto da persone ordinarie ma qualificate a curare le patologie derivanti dalle attività dei supereroi. E' quasi commovente vedere come Straczynsky, nei comunicati ufficiali, stia usando parole tanto simili alle mie per presentare questo nuovo progetto della DC. Che dovrei fare? Andare avanti nel mio piccolo mondo autoprodotto mentre un'idea professionale guadagna terreno negli Stati Uniti non mi sembra avere molto senso. Non ci vorrà troppo tempo, e Chiron apparirà la copia carbone di un lavoro concepito oltre oceano. Come pretendere di raccontare un'altra volta la storia di personaggi divenuti popolari con il crisma dei colossi commerciali americani? Tutto apparirebbe preso in prestito, e il lavoro di citazione già presente nella serie apparirebbe come una pura clonazione. E' triste, ma funziona così. Largo a Samaritan X, allora. Mi resta la consolazione che evidentemente doveva trattarsi di una buona idea.
Peccato, perché la carne al fuoco era molta, e l'avventura sarebbe potuta procedere in modo divertente. Se quanti mi hanno seguito finora lo desiderano, potrei pubblicare qui delle schede che sveleranno che cosa sarebbe successo a determinati personaggi, che cosa nascondevano e quale sarebbe stato il punto di arrivo del racconto. Se lo desiderate, fatemi sapere cosa pensate di Chiron e di questi ultimi sviluppi. E non prendetevela troppo. Mr Straczynsky farà sicuramente un ottimo lavoro.

3 commenti:

Mauro Padovani ha detto...

Peccato! il panorama fumettistico italiano è desolatamente questo.
Magari puoi pensare di mettere il prossimo volume di Chiron su LULU, la libreria virtuale.
Il mio Bullet & Justine 2 (terminato già da 4 anni) dovrebbe vedere la luce proprio su quel sito.

fumettidicartarchivio ha detto...

A me piacerebbe parecchio vedere come va a finire la storia di "Chiron", che mi ha appassionato e coinvolto (e incuriosito!). Ti auguro comunque di poter continuare in questa tua sacrosanta passione nel miglior modo possibile. Ti abbraccio.
Orlando

Perdido ha detto...

Tranquilli. Almeno per ora... Se Superman una volta è morto, è stato per risorgere, no? Lo stesso vale per Batman e tre quarti dei supereroi. Chiron è imprevedibile, ma in questo caso... Beh, non ve ne libererete tanto facilmente. Per il momento basti questo. ;)