lunedì, giugno 19, 2006

"Orsi di Carta", Siti Web e Pulizie estive


E' più forte di me. Periodicamente, non riesco a fare a meno di rimettere pesantemente mano al mio sito web (quello Gay Bear relativo dedicato alla Chub Art ) non solo per togliere qualche ragnatela, ma per compiere veri e propri interventi di lifting al materiale in esso contenuto. La memoria storica può essere una bella cosa, ma solo se si riesce a mantenere un rapporto soddisfacente con i propri lavori passati. Per me, spesso, non è così. Io ritengo di sapere disegnare solo in parte. Per lo più tento di comunicare fantasia e divertimento con le mie invenzioni grafiche, e questo vale sia per la "Bear art" che per le mie produzioni fumettistiche a tema più generico. E' passato qualche anno dall'ultimo aggiornamento del sito "Perdido Bear & gli Orsi di Carta". Qualcuno in più dal suo esordio on line, che oggi mi appare fin troppo modesto. Nel frattempo, non ho mai smesso di disegnare. Disegnare orsi per il fumetto seriale pubblicato sulla rivista WOOF! e altro ancora, scoprendo nel frattempo nuove soluzioni grafiche e software di grande aiuto. Oggi penso (soprattutto spero) di essere maturato un tantino rispetto agli esordi. Di conseguenze alcuni lavori oggi mi appaiono impresentabili e bisognosi di un intervento estetico piuttosto deciso.

La memoria storica della mia grafica resterà comunque in rete sparsa qua e là. Su siti ursini storici come quello degli Orsi Italiani, SBQR e Biggercity. Il mio biglietto da visita da illustratore ursino, invece, si aggiorna. Qualche piccola soluzione diversa, un'inchiostratura un po' più definita, qualche immagine completamente ridisegnata e qualche citazione divertente con link a siti interessanti.

Spero sia gradito anche da chi (a suo buon cuore) apprezzava già il mio lavoro. Un grazie a quanti hanno visitato la Gallery dei disegni ursini di "Perdido" e a quanti la visiteranno.

venerdì, giugno 09, 2006

PACS E CHIESA: ECLISSI DI COSA?


Esistono concetti che dovrebbero essere talmente ovvi da rendere inutile la loro enunciazione. Esistono azioni talmente malate che contengono già in sé la loro condanna morale. Esistono, poi, la politica, una storia fatta di compromessi riusciti solo in parte, e dei tempi mai così bui. Tempi in cui vediamo la tecnologia evolversi con una velocità sorprendente mentre il senso di umanità e maturità della morale sembrano conoscere solo la logica del gambero. Allora ci scopriamo prigionieri di un Medio Evo spirituale che non vuole saperne di svecchiarsi, che non guarda al futuro, ma difende con le unghie e con i denti le proprie tradizioni, anche le più illusorie.
Inoltre, perché nessuno parla? Perché davanti ai sempre più deprecabili interventi della Chiesa, nessun politico prende una posizione realmente definita? Siamo stanchi. Non ne possiamo più di sentire insultare la nostra intelligenza. Eppure chiediamo solo di poter vivere normalmente.
E’ notizia di questi giorni. Nell’interminabile polemica sui Pacs, la Chiesa è tornata a esprimere il proprio parere. Un’opinione che – come ormai è abitudine – non è rivolta unicamente a coloro che ne fanno parte in quanto cattolici, ma all’intero paese, premendo sulle istituzioni affinché anche chi non condivide la fede cattolica sia costretto per legge ad adeguarsi a una morale che non gli appartiene.

Nel comunicato ANSA, leggiamo: Il Pontificio Consiglio per la Famiglia diretto dal cardinale Lopez Truillo torna a scagliarsi contro i Pacs. Nel documento “Famiglia e procreazione umana” si sottolinea che “è l'eclissi di Dio” alla radice della “profonda crisi della verita’” a ispirare leggi che tendono a riconoscere coppie formate “da omosessuali che rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie”. “Mai come ora -continua- il matrimonio è vittima di attacchi tanto violenti”.

Bene. Adesso sì che conosciamo il vero male del nostro nuovo secolo.
Tuttavia, è lecito domandarsi: perché la Chiesa, il Pontefice, gli alti prelati, non proferiscono parola su quisquilie come guerre, pulizia etnica, fame nel mondo, profitto sfrenato di pochi a discapito delle masse in miseria, pena di morte, razzismo. Il “prurito” resta sempre e solo quello. Il sesso. E unica preoccupazione dei ministri di Dio è la salvaguardia della famiglia tradizionalmente intesa. Istituzione, quest’ultima, che mai quanto negli ultimi decenni ha dato prova della sua profonda crisi e di tutti i limiti che le sono propri, rivelando agli occhi del mondo episodi non isolati di violenza, abuso, sfruttamento, inadeguatezza.
La Chiesa e tutti i suoi ministri non lascia passare giorno senza bestemmiare in modo osceno la religione che afferma di professare. Ha scelto un comodo spauracchio, una minoranza da perseguitare con comodo, tacendo (come in passato con l’olocausto) su tutte le reali piaghe che affliggono il nostro pianeta. Sangue, fame, ingiustizia. Piaghe di Cristo, potremmo dire, ricordando che si pecca più facilmente per omissione che per azione. Sì, la Chiesa, questa Chiesa del nuovo millennio, dovrebbe vergognarsi e temere il giudizio del Dio che dice di adorare, in quanto erede di quegli scribi e farisei sbugiardati da Cristo stesso.
Una Chiesa che continua a tenere viva la disparità tra uomo e donna precludendo a queste il sacerdozio, ma pretende di dirsi moderna, mentre si ostina a commettere i medesimi sbagli dei secoli passati. Il rogo mediatico non brucia meno della pira, e la memoria storica delle ottuse intransigenze del clero, consumate con buona pace del principio universale di carità, si allunga sempre di più.
E’ vero, l’eclissi di Dio è in atto, e tutti potremmo pagarne le conseguenze, credenti e non credenti. E’ incominciata tanto tempo fa, quando i valori fondanti del Vangelo, quelli condivisibili dalla totalità di uomini e donne, cioè la misericordia e la tolleranza, sono tramontati nell’animo di chi in terra pretende di esserne il portavoce.
Questa non è fede. Ma solo sporca brama di controllo.
Alleluja!

venerdì, giugno 02, 2006

UNA "X" SUL CUORE


Visto finalmente il film "X-Men: Conflitto finale". Pellicola diretta da Brett Ratner, che conclude la trilogia (ma sarà davvero così?) dei mutanti Marvel al cinema, dopo l'abbandono del regista Bryan Singer, autore dei primi due capitoli della saga.

Che dire? Come ogni appassionato del fumetto a cui i film si ispirano, attendevo con curiosità questo ultimo episodio. L'addio di Singer, che rinunciava al progetto per dedicarsi al lifting di Superman, aveva gettato nello sconforto chi aveva amato le prime due pellicole. E oggi, su molti forum, i nerds di ultima generazione (o meglio, i "coolnerds" di cui ho già parlato) si sono scatenati producendo numerose critiche che stanno investendo (retrospettivamente) anche le due pellicole precedenti, un tempo osannate dagli stessi.

Beh, dirò la mia. "X-Men: Conflitto finale" è un film piacevolissimo. Chi conosce e ama la saga a fumetti può riconoscere una quantità di citazioni e adattamenti discretamente illuminati di quella che era la controparte cartacea. Il film (accusato da qualcuno di essere troppo breve) avrà senz'altro delle pecche. Ma non più dei primi due episodi cinematografici. La qualità di base, in mano a Ratner, si mantiene all'altezza delle migliori aspettative, e a mio avviso, l'assenza di Singer non si nota nemmeno.

Sono dell'opinione che Bryan Singer, dopo il buon esito del primo "X-Men" sia stato eccessivamente mitizzato. Brett Ratner, già con "Red Dragon" (prequel del "Silenzio degli Innocenti"), aveva dimostrato di non essere il primo velleitario sulla piazza. Parliamoci chiaro: "Red Dragon" era un film modestissimo con attori strepitosi (ma il romanzo di Thomas Harris da cui è tratto, è già di per sé mediocre). Tuttavia, Ratner dimostrava di avere delle intuizioni di regia molto interessanti e - guarda caso - ricordava moltissimo lo stile di Singer.

Il racconto della presunta "cura" per il gene mutante, fa entrare nel vivo la parabola sulla diversità iniziata dai primi due capitoli. Potremmo dire che la trilogia di "X-Men" è una saga gay supereroistica, in quanto affronta con sufficiente intelligenza e buon senso dello spettacolo l'argomento della diversità e i suoi risvolti sociali.

Consiglio di vedere il film, magari recuperando su dvd i precedenti episodi. Wolverine è sempre grande, i colpi di scena non mancano, Famke Jansen come Fenice Nera è semplicemente splendida. Linda Blair nell'"Esorcista" può andare a nascondersi, questa Fenice è davvero spaventosa.

Peccato che ultimamente, la controparte a fumetti di questa saga navighi in acque così mediocri.